Nelle scuole si insegnerà come rianimare un bambino: approvata la legge regionale

Previsti corsi di formazione anche per utilizzare correttamente i defibrillatori: agli istituti più virtuosi maggiori contributi

 Una risposta concreta a un fenomeno di cui si parla sempre troppo poco. Secondo l’Istat, in Italia ogni anno almeno 50 bambini, circa uno ogni settimana, muoiono per incidenti evitabili, come il soffocamento causato da un boccone. L’altro fronte è quello della rianimazione cardiopolmonare, con riferimento al corretto utilizzo dei defibrillatori automatici (un tema, quest’ultimo, che da anni vede l’impegno concreto della Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi). In entrambi i casi, il comune denominatore è la formazione, che fa rima con prevenzione.

PREVENZIONE  
Proprio nell’ottica della prevenzione di questi tragici incidenti, e naturalmente di un soccorso che deve essere immediato, oggi la quarta commissione del Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità la nuova legge «Istituzione del primo soccorso pediatrico». Obiettivo: formare e informare la cittadinanza sulle tecniche salvavita attraverso corsi rivolti alle famiglie e soprattutto alle scuole: di ogni ordine e grado, pubbliche e private. Il testo unifica due proposte di legge presentate da Daniele Valle (Pd) e Daniela Ruffino (Forza Italia). Favorevole l’assessore alla Sanità Antonio Saitta, che peraltro ha sottolineato come alcune norme già prevedano corsi per il primo soccorso.
LA FORMAZIONE  
La nuova legge interviene sull’impianto normativo di una serie di leggi regionali – legge istitutiva dei servizi consultoriali, legge quadro sui servizi sociali, istruzione e diritto allo studio – per introdurre percorsi informativi e formativi sul tema, questi ultimi svolti dai centri di formazione abilitati a rilasciare l’autorizzazione per l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici esterni in ambiente extra ospedaliero accreditati dalla Regione. «In particolare – spiega Valle primo firmatario della legge – ci attiveremo perché in ambito scolastico sia previsto un criterio di premialità nell’erogazione dei contributi a quegli istituti che attiveranno corsi rivolti al personale docente e non, alle famiglie e agli studenti». E ancora: «Il nostro scopo è diffondere la cultura dell’attenzione e della prevenzione in tema di salute anche al di fuori di contesti sanitari, creando una rete virtuosa di soggetti in grado di intervenire tempestivamente e in maniera corretta. Un un percorso già sperimentato in Lombardia e in Veneto».
I FONDI 
La legge prevede un finanziamento di 100 mila euro per il primo anno, a valere sulle risorse del bilancio pluriennale 2015-2017: di cui 75 mila per la formazione e 25 mila per campagne di carattere informativo. Favorevoli, con riserva, i Cinquestelle. «La norma finanziaria prevede in tutto soltanto 100mila euro – spiega la consigliera Stefania Batzella -: e non è detto che questa cifra sarà confermata negli anni futuri».
Fonte: LA STAMPA

Tina Labate